Come si misura la competitività

Con la capacità di innovare, di proporre nuove idee, nuove soluzioni, anticipare il cambiamento. Oggi i paesi asiatici e quelli nord-europei (vedi Finlandia) investono tantissimo in quelle leve fondamentali dello sviluppo economico (ricerca, istruzione ed educazione).

Il sistema scientifico italiano (enti di ricerca, Enea, CNR) non riesce ad attrarre talenti, intelligenze e conoscenze, ingredienti fondamentali per la nostra competitività, nell’economia globale. Il paradosso è che mentre che dirige le squadre di calcio, fa il possibile per acquistare i migliori talenti, compresi gli stranieri, la stessa cosa non succede con la squadra ITALIA, che anzi si fa scappare i talenti intellettuali, che si trovano a riversare le abilità e le competenze acquisite, all’estero.

Affinché questo sistema scientifico rilanciarsi è necessario perseguire una serie di azioni come:  premiare la creatività, dare maggiore accesso ai giovani nella ricerca, eliminazione la gerontocrazia,

realizzazione di Centri di eccellenza, predisporre alla meritocrazia e non al dirigismo, con meccanismi capaci di creare una sana concorrenza; maggiore libertà di ricerca ed infine interconnessione organica tra UNIVERSITÀ – CENTRI di RICERCA – INDUSTRIA.

Solo in questo modo l’ITALIA potrà ritagliarsi un posto di prestigio in EUROPA e nel MONDO, diventando protagonista del cambiamento e gettando le basi per il benessere delle generazioni future.

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